Conferenza
Conferenza
A Londra esiste uno dei più antichi circoli magici del mondo, forse il più prestigioso: il Magic Circle. Il cuore di questo circolo è rappresentato da una congrega speciale, una specie di circolo nel circolo, chiamato Inner Magic Circle, che conta 180 membri di tutto il mondo. Essere invitati a farne parte è un onore grandissimo, che in Italia è riservato solamente a tre persone: Silvan, Domenico Dante (presidente italiano del CMI) e Davide Costi. Qualcosa vorrà dire.
Il suo libro, “Close-Up Elegance”, stampato con infinita cura da un editore esclusivissimo, contiene effetti di rara bellezza e poesia, dove la tecnica cede il passo all'arte. Arturo de Ascanio l'ha (per questo ed altri motivi) definito come la sua anima gemella, mentre René Lavand ritiene che in un mondo di artisti bidimensionali egli ne possieda una terza: la profondità. Anche questo dà da pensare.
Incontrandolo di persona ne noti subito le maniere garbate, di gentleman d'altri tempi. Grattando la superficie spunta il bimbo burlone. Gratti ancora e trovi nuovamente il gentleman; e poi il bimbo, all'infinito: come in un gioco di specchi contrapposti. Ecco che si genera un'aspettativa.

Le risposte a queste domande sono contraddittorie: ha fatto mostra senza esibirsi. Ha presentato principi innovativi (che continuano ad esserlo a distanza oramai di più un lustro) senza incentrare i suoi ragionamenti sulle tecniche. Perché possiate farvene un'idea, ha esordito sostenendo che non aveva senso insegnarci nuovi giochi perché tutti ne conoscevamo più che a sufficienza. Il suo interesse primario era di insegnarci un modo di vedere e un sentimento.
L'arte è imitazione della realtà ma l'artista imita aggiungendo la sua interpretazione. L'illusionista imita ancor più che ogni altro artista: perché l'illusione avvenga, ogni gesto che la precede deve essere naturale. Ragionare su queste verità diventa un percorso di ricerca, dove ogni gesto non può più essere lasciato al caso, dove ogni tecnica deve essere cesellata all'interno di azioni già presenti nel sogno che vogliamo realizzare. Ecco rivoluzionarsi l'usuale costruzione di un'illusione, troppe volte stravolta da creativi inconsapevoli: non è la tecnica che giustifica il gesto ma è la nostra visione (come abbiamo concepito l'effetto) che impone determinate scelte tecniche.
Tutto parte da un sogno: voglio realizzare l'illusione dell'ineluttabilità del destino. Lo voglio fare con un mazzo di carte nella maniera più chiara e disarmante. Metterò una carta sul tavolo e passerò in rassegna le altre una alla volta per lo spettatore. Sarò fermato sulla carta gemella.
Il sogno si sviluppa in un copione: ogni gesto viene descritto, ogni parola stabilita. Solo a questo punto ci si porrà la domanda fatidica: come realizzarlo? La soluzione la potete trovare nel suo libro: una soluzione magistrale, dove l'illusione è tanto più potente perché a essere illusa non è solo la vista ma soprattutto l'udito.
E così tutti noi siamo partiti per un viaggio alla ricerca del gesto che illude, della parola che affascina, della storia che cambia la prospettiva dello spettacolo magico, trasformando un effetto in un racconto dalla fascinazione irresistibile. Ecco che scompare la sfida, la frustrazione di fronte ad un puzzle irrisolvibile; ed emerge la gioia di recuperare quel fanciullesco sentimento di meraviglia che sia il pubblico che i maghi odierni stanno dimenticando.

Berok
La conferenza di Davide Costi è particolare: non insegna nuovi giochi ma come rendere eccezionali quelli che già conosciamo
martedì 21 aprile 2009
L’eleganza di Davide Costi